mercoledì 14 ottobre 2009

Coming soon!

Cari amici,
è tornato l'autunno, la mia stagione preferita, e con l'autunno torna l'appuntamento con penne incatenate, il blog meno prolifico della storia di mamma Internet...
Poco male se non abbiamo ancora deciso di cosa parlare in queste pagine, la cosa importante è che troverete spesso me e Jolanda da queste parti.

a presto
Simo

giovedì 21 maggio 2009

Non c'è limite alla stupidità umana!


Sono le 8,30 suona il cellulare, io che sono sola ho sempre la speranza che qualche persona amica mi chiami per sapere se sto bene, se sono ancora viva. Figuriamociiiii, è un uomo che, dalla voce, potrebbe avere più o meno 50 anni. Testo della telefonata:

- Buon giorno signora, io sono una persona grossa.
- Cosa devo fare dispiacermi o compiacermi?
- Visto che lei sta cercando persone grosse si compiaccia!
- Persone grosse?
- Signora il messagio corredado del suo numero di cellulare, che ho trovato scritto in un bagno sull'autostrada che porta a Vicenza dice questo!
- Non c'è limite alla stupidità umana!
- Mi scusi, mi scusi, mi scusi.
- Ma lei non ha altro da fare?
- Volevo solo avvisarla di mandare qualcuno a cancellare il messaggio.

Non ci posso credere c'è gente che invece di lavorare fa scherzi cretini anche a chi come me è la nonna di Matusalemme. L'umanita è di una pochezza infinita? Ecco quando sono arrabiata con qualcuno, penso che tutti gli esseri umani sono cretini ma poi passa e mi ricordo che ho anche un amico, Simone, che potrebbe essere, per differenza di età, mio nipote ed è una persona unica sempre disponibile, sensibile, buono, è ovvio che non potrebbe essere diverso È UNO SCRITTORE. È il mio compagno di blog perchè anch'io, lui dice, sono una scrittrice. Entrambi sfortunati come i cani in chiesa (questo è un detto che si usa dalle mie parti) ma un giorno qualcuno ci scoprirà, farà di noi persone famose allora dimenticheremo che certa umanita non è solo stupida ma anche distratta.

Jolanda

lunedì 20 aprile 2009

Da non crederci!


Bentornati sul nostro piccolo spazietto,
questa settimana, parleremo della bella bimba in foto. Rubina Ali, nome d'arte di Rubina Quareshi, coprotagonista insieme a Azharuddin Mohammed Ismail dell'ultimo film di Danny Boyle "The Millionaire". Un film a mio avviso veramente bello, ma che ha scatenato qualche controversia perchè i bambini in questione sono veramente bambini delle baraccopoli di Mumbai e c'è poco da speculare sulla cosa: la loro vita sarà stravolta da quel film, la loro immagine pubblica è l'immagine di un popolo senza diritti, disagiato, fuori dagli schemi... un popolo che non sa che farsene dei soldi. Per questo la produzione ha pensato bene di pagare la bambina qualcosa come 500 sterline al mese, ovvero una miseria per un'attrice cinematografica e in proporzione alle vendite di biglietti, ma pur sempre pari al triplo di uno stipendio medio nel suo Paese.
Non la pensavano così i suoi genitori, che non soddisfatti dagli introiti dell'avventura bollywoodiana della loro figliola, la mettono in vendita per 250mila dollari amerciani. Prezzo non trattabile, no permuta, astenersi preditempo. Chiamare ore pasti al numero: 48580

La notizia è su tutti i giornali e sta facendo il giro del web. Probabilmente si tratta di una contrattazione (illegale) per l'affidamento della bambina al miglior offerente. Oppure è una bufala bella e buona ai danni di una famiglia che non può difendersi. Poco male, tanto a forza di sentire notizie incredibili (a volte vere, a volte no!), alla fine stiamo diventando definitivamente insensibili!

domenica 5 aprile 2009

Scrittori inconsapevoli

Caro lettore,

hai presente un motociclista a piedi? No, non è l'inizio di una barzelletta. Tanto non fa ridere comunque!
Da bambino avevo una bicicletta con le ruote grandi, da ventotto, quasi non arrivavo al sellino, ma mi aggiravo per la città in punta di piedi pedalando come un dannato perché mi sentivo -anzi ne sono certo lo ero!- il re incontrastato dalla strada. Crescendo ho guidato un sacco di moto, non ho disdegnato un'uscita in bicicletta ogni tanto e in periodi di crisi come questo, ripiego su un modesto scooter. Eppure con ogni tempo potrebbe capitarti di vedermi sfrecciare su due ruote.
Se potessi cavalcherei una bella custom cromata dappertutto. Vorrei anche le ruote cromate. No, non i cerchioni. Proprio i pneumatici. Gli pneumatici. Quello che sia!
Te lo farei vedere io che motociclista sarei se avessi una bella custom cromata! Ma sai che c'è? Non cambia niente. Sono un motociclista nel cuore, anche quando esco a piedi a comprare il pane.


Lo stesso capita agli scrittori. Quando lo vai a dire in giro, ti guardano storto perché sembra quasi che ti vuoi fregiare di titoli che non hai! Certo, pubblichi un racconto di centoventi caratteri e puoi andartene in giro a dire che sei uno scrittore. Mica ti sto rubando la macchina! Mica sto cercando di farmi assumere nella tua stupida impresa di famiglia, millantando una laurea che non ho mai preso! Ho solo detto che mi piace scrivere. Non quanto mi piace leggere, ma le due cose sono collegate, credo!


Anche mio nonno era uno scrittore. Davvero! Non sapeva mettere due parole in croce quando scriveva, ma se decideva di raccontarti un episodio della sua vita, tu lo vedevi che quella storia la stava scrivendo. Muoveva le mani mentre parlava e in quel gesticolare furioso, vedevi una piccola magia. Le cose che ti descriveva avevano una forma, un colore, quasi le potevi toccare. Stavano lì a mezz'aria, così invisibili e inconsistenti, ma allo stesso tempo, in un modo tutto loro, erano vere e ti restavano dentro, come se i suoi ricordi fossero diventati anche tuoi.


Secondo me è questo che deve saper fare uno scrittore.